Il 6 marzo, presso l’atrio della scuola secondaria di primo grado San Pompilio di Campi, gli studenti e le studentesse delle classi seconde hanno incontrato il colonnello Carlo Calcagni, ascoltato la sua esperienza di vita e rivolto domande legate alle conseguenze derivate in seguito alla missione di Pace in un paese di guerra, nei Balcani, e alla malattia, che ne è scaturita a causa dell’uranio impoverito. Un incontro che ha lasciato il segno, come le cicatrici che porta sul suo corpo. Quella vissuta stamattina nell’atrio della scuola è stata un’iniezione di coraggio puro. Gli studenti hanno incontrato un uomo che ha trasformato il dolore in una missione e la malattia in una sfida quotidiana da vincere, nella vita, come sui pedali. Il colonnello ha ripercorso la sua vita segnata indelebilmente dall’esposizione ai metalli pesanti. La sua narrazione non è stata presentata come una sconfitta, Calcagni ha raccontato come la diagnosi devastante abbia trasformato completamente il suo modo di intendere e vedere la vita. Emozionanti le domande degli studenti che hanno compreso perfettamente il valore umano di questa testimonianza, unica nel suo genere. Ha paura della morte? Cosa ne pensa della guerra? Cosa vuol suggerire a noi ragazzi? Queste solo alcune delle domande alle quali il colonnello ha risposto rivolgendosi agli studenti, invitandoli a non scoraggiarsi mai, davanti a nessuna difficoltà, la vita è un dono prezioso e l’obiettivo da raggiungere e la volontà faranno in ciascuno di noi la differenza. Il dirigente Alessandro Leone ha sottolineato come accogliere il Colonnello Carlo Calcagni significhi insegnare ai nostri ragazzi che le difficoltà, per quanto insormontabili, devono essere affrontate con determinazione. Un sentito ringraziamento al professore Del Prete per aver proposto e moderato l’incontro






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